Ciro Ginestra, allenatore del Guidonia Montecelio 1937 Fc, dopo la sconfitta contro il Gubbio ha analizzato in conferenza stampa il match al Città dell’Aria terminato per 0-1: “Un momento di difficoltà che dura da tanto, bisogna analizzare tutto. La partita è andata per episodi, loro hanno tirato una volta e mezza in porta, noi abbiamo avuto 3-4 occasioni, poi c’è stato annullato il gol e infine l’ultima palla di Santoro. Sono tutte partite equilibrate, da pareggio, me l’ha detto anche Di Carlo che sono stati fortunati. è stato onesto, purtroppo a noi gli episodi ci dicono questo, dobbiamo fare più uscendone tutti col lavoro. Non dobbiamo far altro che pensare alla Torres, dobbiamo battagliare, siamo questi. Dobbiamo avere anche la pazienza di recuperare qualche giocatore, ci dobbiamo riprendere per arrivare alla salvezza.
Fuorigioco di Errico? Ci hanno detto che non si vedeva la linea, come con la Juventus Next Gen, non so chi abbia preso la decisione: non mi sembra l’abbia presa il guardalinee, ma l’arbitro. Minta andava espulso, non ammonito, se c’è gioco scorretto a gioco fermo andava espulso. C’è un calcio evidente. Un po’ di episodi non ci aiutano ma non sono solo quelli, non servono alibi: dobbiamo rialzarci, dobbiamo essere uomini e prenderci responsabilità. La sconfitta pesa ma non è tutto da buttare.
Non dobbiamo vivere con l’assillo della classifica, siamo andati in difficoltò quando abbiamo perso la testa, lo smalto, la brillantezza. Ci siamo offuscati dal fatto che dobbiamo vincere per forza. Noi dobbiamo prima puntare i 40 punti. Dobbiamo guardare giù, non sopra la classifica.
Dentro di me, durante il girone di andata, avevo la gioia di quel che stesse accadendo, ma avevo la sensazione che prima o poi sarebbe arrivato questo momento di difficoltà, tutto quello accumulato oggi lo stiamo spendendo. Abbiamo perso Bernardotto che su 27 partite ne ha giocate 14, era il nostro giocator principale, con due attaccanti grossi potevamo fare altro, ora ci mancano le alternative. Abbiamo dovuto far giocare Bafaro che ringrazio, non è mai facile. Dobbiamo andare a lavorare pensando alla Torres. La partita poteva finire 0-0, invece hai perso per un episodio, che è negativo a seguito della testa che è offuscata dalla ricerca della vittoria. Dobbiamo vincere per salvarci.
Bafaro l’ho messo dentro, si giocava poco, ha fatto 15 minuti, ha fatto quel che doveva fare, non era facile, avevano creato dei blocchi. Aspettavo lo spunto per metterlo dentro, è un 2007, ce ne sarà ancora bisogno, è l’unico giocatore che per caratteristiche si avvicina a Zuppel. Altrimenti dobbiamo cambiare modo di giocare, come a Ravenna con Starita e Spavone. Se la palla poi va su e non hai struttura, torna indietro, Bafaro in futuro ci potrà servire.
Alla squadra ho già parlato, dipende da noi, abbiamo accumulato un vantaggio ma ora dipende da noi, non dagli altri. Alla tifoseria dico che mi dispiace per il momento, ci devono stare vicini, c’è scoraggiamento. È un momento di difficoltà, ma ci dobbiamo ricordare da dove siamo partiti, lo scorso anno a gennaio eravamo partiti a -7 dalla Serie D, ora abbiamo +7 sulla quartultima. Siamo scoraggiati ma fa parte del gioco, ci serve come esperienza. Quanto prima arriviamo alla vittoria, quanto prima magari l’ambiente si rasserena. Sono adulto e ne ho passati molti di questi momenti, abbiamo bisogno della loro vicinanza. Devo essere lucido, di toccare le corde giuste, quando si perde già sei debole di tuo, se ci metti il carico sopra diventa un casino. Servono poche soluzioni ma che siano giuste”.
Ludovica Lamboglia



